L’evoluzione possibile: colori ad olio 2.0

Abbiamo visto come la pittura ad olio rappresenti da secoli una forma espressiva molto diffusa e come la moderna tecnologia abbia permesso di migliorare i sistemi di produzione. L’industria delle materie prime progredendo ci ha messo a disposizione materiali e pigmenti sempre più puri e performanti permettendoci di ottenere colori di migliore qualità. Nonostante tutto questo e pur possedendo innegabili e molteplici doti i colori ad olio hanno per alcuni artisti almeno due limiti. Uno è quello della

lentezza di essicazione, specialmente se confrontati con i più recenti colori acrilici, l’altro limite è dato dal fatto che il loro impiego obbliga all’utilizzo di solventi, sostanze alle quali sempre più persone sono allergiche o ipersensibili. Si è cercato quindi di eliminare o ridurre questi limiti producendo colori “alchidici” con una essiccazione più rapida e colori ad olio “idrodiluibili” cioè diluibili con acqua. Naturalmente l’obbiettivo principale è stato quello di mantenere inalterate in questi nuovi colori le buone doti dell’olio tradizionale.

 

I colori alchidici

 

Il termine colori alchidici ha sempre suscitato una cerca curiosità mista a incomprensione, cercheremo di fare chiarezza. La formulazione è molto simile a quella dei colori ad olio dove però una parte di legante è sostituita con una o più resine alchidiche.

 

Che cos’è una resina alchidica

 

Le resine alchidiche una volta chiamate anche resine gliceroftaliche perchè derivate dalla reazione di glicerina e anidride ftalica, quindi si ottengono partendo da un alcool (glicerina) e combinandolo con un composto con gruppi acidi (anidride ftalica). Sostituendo nella reazione una parte dell’anidride con un acido grasso o con un olio vegetale si ottengono resine alchidiche modificate.

A seconda della quantità di olio vegetale vengono chiamate corto olio, medio olio e lungo olio. Quindi in definitiva si ottengono resine che hanno una struttura molto simile a quella dei trigliceridi derivati anch’essi dalla reazione della glicerina con acidi grassi. Chimicamente quindi sono molto affini agli oli siccativi e in più avendo già subito una parziale polimerizzazione risultano più veloci nell’essiccazione.

 

Caratteristiche delle resine alchidiche

 

La parziale polimerizzazione fa si che le resine alchidiche siano in genere più vischiose dell’olio e quindi per essere utilizzate nella produzione dei colori devono essere diluite con solventi. La contrazione di volume dovuta all’evaporazione del solvente
compensa l’aumento di volume causato dall’assorbimento di ossigeno e quindi da questo punto di vista possono considerarle dimensionalmente più stabili dell’olio. Tutte le altre caratteristiche come il potere bagnante, l’indice di rifrazione e la resistenza chimica o la solubilità sono molto simili a quelle degli oli vegetali.
L’ingiallimento dipende dall’olio con il quale è stata modificata la resina alchidica e può essere molto accentuato o leggerissimo, ne vengono prodotte a base di lino, di legno, di cotone, di cartamo e tanti altri, possono venir impiegate anche miscele di questi oli, le variazioni quindi sono molteplici.

 

I nostri alchidici

 

Questi colori nascono per soddisfare l’esigenza di molti artisti di avere tempi più rapidi di essiccazione nella tecnica ad olio. Rispetto ai tradizionali colori, che a volte necessitano di settimane per essiccare, permettono di ridurre molto i tempi di lavorazione e completamento di un dipinto. La resina alchidica utilizzata è una lunghissimo olio modiἀcata cioè con il 100% di olio a bassissimo ingiallimento.

 

Extrafini

 

Alkyd

 

I pigmenti utilizzati sono quelli più pregiati tra i quali i veri cobalti e cadmi. La gamma si compone di 50 tinte divisa in 3 gruppi di prezzo nel formato da 60 ml più i 2 bianchi nel formato da 150 ml.

 

 

Fini

 

Xpress

 

Le tinte di Xpress sono disponibili nel formato da 60 ml in un unico prezzo. I 30 colori possiedono tonalità un po’ differenti dalle solite presenti in genere nelle gamme colori, per offrire ancora maggiori possibilità agli artisti. Il rapporto tra la qualità dei pigmenti e il prezzo è tra i più interessanti.

 

 

“Provo un piacere nuovo nell’avvertire come i suoi colori siano stati preparati con una sensibilità che va oltre la serietà industriale. Si intuisce l’amore e il piacere della ricerca dei toni spesso sottilmente elaborati, come nei violetti, ni cerulei, nei gialli ecc.
Se come credo e come aḀermano i miei colleghi, i suoi colori resistono al tampo, penso che sia risolto un grande proble-ma peri pittori coscienziosi”

 

Mario Sironi – Milano, 2 giugno 1948